| Levio Bottazzi, Presidente Commissione Ambiente del Consiglio Provinciale - Provincia di Torino |
| EMISSIONI |
Autoveicoli e riscaldamento
Le emissioni inquinanti possono essere suddivise in due gruppi: quelle che rappresentano un pericolo per la salute e quelle che contribuiscono all'alterazione del clima.
Per quanto riguarda la salute l'elemento più pericoloso è il particolato (PM10) che è prodotto principalmente dagli autoveicoli ma anche dal riscaldamento e dalle industrie; per quanto riguarda le alterazioni climatiche la principale responsabile è la CO 2 che è prodotta anch'essa dagli autoveicoli, dalla combustione domestica e dall'incenerimento delle foreste (quest'ultima causa ha un duplice effetto poiché oltre a produrre CO 2 durante la combustione, elimina anche gli alberi che ne sono i principali assorbitori).
E' importante segnalare come nel tempo ci sia stata una evoluzione dell'attenzione ai diversi tipi di inquinanti: negli anni '70 ad essere sotto accusa era l'anidride solforosa, poi si è passati agli ossidi di azoto e oggi ci si concentra sul PM10 e sulla anidride carbonica. Pur concentrandosi sugli inquinanti più dannosi, è necessario non perdere di vista il quadro complessivo per non farsi sorprendere tra alcuni anni da elementi a cui non era stata prestata sufficiente attenzione. |
| COSA FARE |
Promuovere la razionalizzazione dell'uso dell'energia.
Per ridurre le emissioni la prima azione da intraprendere è senza dubbio la promozione di un uso razionale dell'energia che si ottiene dalla somma del risparmio energetico e della razionalizzazione della domanda.
Bisognerebbe innanzitutto capire che utilizzare l'energia per produrre calore è un fattore molto negativo; una lavatrice, ad esempio, utilizza il 30% di energia per far girare il cestello e il 70% per far scaldare l'acqua: perchè allora non pensare alla possibilità di un prelievo di acqua calda dall'esterno? Acqua che può essere scaldata dal boiler a gas.
Nel 1979 il sindacato per l'energia aveva proposto l'inserimento di tariffe progressive; erano state individuate 4 fasce di consumo, ognuna delle quali aveva una quota della potenza elettrica.
Questa proposta non si è però mai concretizzata, nonostante potesse disincentivare molto gli sprechi.
L'errore fondamentale di oggi è quello di continuare a proporre come unica soluzione possibile la costruzione di nuove centrali elettriche: in realtà occorrerebbe appiattire i picchi nell'utilizzo.
La media di utilizzo delle nostre centrali termoelettriche è di 4000 ore l'anno, all'estero è di 6/7000 ore l'anno: è ovvio quindi che all'estero l'energia costa meno perché gli ammortamenti sono spalmati su più ore di utilizzo. |
| QUALI AZIONI STA SOSTENENDO LA PROVINCIA DI TORINO |
Molte sono le azioni già compiute e quelle in progetto
La Provincia di Torino si sta mobilitando già da tempo su questi temi:
è stata realizzata l'Agenda 21 provinciale per l'applicazione del protocollo di Kyoto;
è stato votato in consiglio il Programma energetico provinciale;
nei PRUSST e nei Patti Territoriali è stata inserita la razionalizzazione dei consumi e lo sviluppo dell'utilizzo delle fonti rinnovabili;
proporrà una Commissione con il compito di stimolare/rilanciare la figura dell'energy manager che era stata inserita con la legge 10/91 ma che non è mai decollata;
sostiene lo sviluppo del teleriscaldamento: Torino sta superando Brescia che è attualmente la capitale del teleriscaldamento. |