 |
|
 |
Gianni Cagnazzo
Delegato Regionale ANAB (Associazione Nazionale Architettura
Bioecologica) |
| Formare figure specializzate in tema di bioedilizia |
La nostra Associazione organizza 18 master a livello
Nazionale, per tecnici specializzati in questi ambiti,
oltre ad attività editoriali e di certificazione.
Credo infatti che sia molto importante l’informazione,
e soprattutto la formazione, di figure professionali specializzate.
Il dialogo e il confronto su temi di eco-compatibilità
e bioedilizia è già aperto tra diversi attori:
professionisti, università, cooperative, associazioni.
Spetta alle istituzioni facilitare e promuovere l’applicazione
di queste pratiche nella progettazione, con strategie
e politiche mirate.
Le regioni che hanno maggiori problemi di inquinamento,
consumo energetico, bassa qualità ambientale dei
centri urbani, come ad esempio il Piemonte e la Lombardia,
si trovano a dover intervenire per migliorare realtà
già parzialmente compromesse dal punto di vista
ecologico.
In regioni come l’Emilia Romagna è più
facile impostare una strategia mirata al rispetto di certi
parametri di eco-compatibilità, perché esiste
già una coscienza ecologica, sia nei processi che
nelle pratiche. Ad esempio la prima forma di ecologia
è il non-consumo, questo per dire che si dovrebbe
agire a monte del problema, non solo a posteriori.
Inoltre sono molto interessato a come un approccio eco-compatibile
possa, e debba, interessare le opere in corso di realizzazione
per le Olimpiadi del 2006. Rispetto ad altre esperienze
precedenti (ad es. Albertville, dove un’alta percentuale
delle realizzazioni è stata eseguita con materiali
naturali come il legno). Sotto questo punto di vista,
in che direzione si stanno muovendo i vari attori e progettisti?
E’ solo con un decalogo delle “linee guida
di bioedilizia” che si può davvero migliorare
la qualità dei grandi progetti che si stanno realizzando?
|
|
|
|
|