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| Andrea Galparoli, AMIAT |
Il rifiuto: con il porta a porta è un problema del cittadino
Nell'area di Urban il sistema di raccolta porta a porta non è di tipo integrale e non si è ancora arrivati ad estenderlo a tutta l'area.
I risultati cominciano a vedersi anche se le percentuali riferite agli ultimi mesi non sono ancora disponibili, comunque si può dire che mentre il dato di partenza, ad avvio del progetto, si aggirava intorno ad una media del 21 o 22%, ora il picco massimo ha raggiunto il 40% di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti nell'area in cui si sperimenta il sistema (i dati non sono pienamente confrontabili perché calcolati in maniera diversa).
Il sistema “porta a porta” è efficace perché fa diventare il rifiuto un problema del cittadino ma in città il problema è molto grande, maggiore che in comuni come quelli di cui si è discusso oggi, soprattutto per quanto riguarda il posizionamento dei cassonetti perché gli edifici si sviluppano in verticale e gli spazi comuni sono piccoli, anche utilizzare i sacchi su strada è complesso perché è difficile che gli abitanti accettino di lasciarli su strada per tutta la notte.
Anche con l'Ordinanza che obbliga i cittadini a tenere i cassonetti nei cortili i problemi di posizionamento restano tanti, perché la raccolta differenziata in una città come Torino è difficile.
L'unico rimedio che potrebbe portare a risultati è trovare forme di compensazione per i cittadini che sono obbligati sopportare disagi e accettare i cambiamenti: le difficoltà tecniche possono essere affrontate e può essere ottenuta la collaborazione degli abitanti se si danno loro vantaggi tangibili, quali un risparmio economico sulla tassa, o tariffa, commisurato all'impegno che dimostrano nel fare la raccolta differenziata.
Anche la comunicazione deve essere un arma di innovazione forte e seguire il servizio sia nella fase di attivazione che dopo. |
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