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Giovanni Borgarello
Laboratorio didattico Pracatinat |
“Educazione, territori e sostenibilità”
Tre parole chiave per riflettere sull’educazione ambientale, sul senso che hanno oggi “l’apprendere” e “l’educare” e sui contesti in cui si può e deve fare educazione ambientale”. Durante il mio intervento ho presentato due buone pratiche di educazione ambientale che appartengono a contesti molto diversi ma sono entrambe esperienze capaci di far riflettere su come “ascoltare” e apprendere da e con gli altri, come costruire qualcosa in comune (problemi, saperi, ecc..), come avere fiducia, imparare, imparare ad imparare.
La prima buona pratica è il percorso di un tavolo di lavoro che, all’interno del Patto Territoriale del Pinerolese, vede coinvolti amministratori, tecnici e ricercatori che operano per lo sviluppo sostenibile del pinerolese. Questa esperienza è una buona pratica nel senso che costruisce modalità di apprendimento collettivo e capacità riflessiva, i partecipanti sono chiamati a condividere lessici, attivare dialoghi, processi e strutture di apprendimento collettivo e a costruire una rete di soggetti.
La seconda buona pratica è l’attività svolta con un gruppo di ragazzi delle scuole medie inferiori durante un soggiorno a Pracatinat. Per saperne di più: (link alla sua relazione).
La riflessione sulle modalità - non i contenuti - in cui avvengono queste due esperienze è importante, è il nodo del problema, è ciò che determina un cambiamento importante del concetto stesso di educazione ambientale.
La Provincia di Torino, per riscoprire e rilanciare un ruolo che già ha e che è importante per il territorio, deve lavorare per costruire una rete provinciale di esperienze su cui attivare una riflessione per individuare gli elementi di qualità su cui riflettere per individuare strategie e azioni comuni con i soggetti che fanno parte della rete.
La rete deve essere un supporto per chi opera sul territorio: attraverso l’istituzioni di tavoli di lavoro - che favoriscano lo scambio e la diffusione di informazioni e idee, l’animazione degli incontri, l’organizzazione di seminari tematici, la costruzione di un archivio di buone pratiche - si possono fornire quegli “elementi di qualità” in grado di produrre cambiamenti significativi sul territorio provinciale. |
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